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Interni - August 2005

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Editoriale

Tempo (Testate, tempo di viaggi). Come di consueto, approfittiamo del caldo clima di luglio-agosto per andare alFestei-o e espiare' tra i nuovi fermenti dell'architettura e del design interna'/ionali. Cili stimoli eheci arrivano dal mondo sono sempre più ricchi e incalzanti. La massiccia presenza al FuoriSalone di Milano dello scorso aprile di intere comunità di designer appai-tenenti a specifiche aree geo^raiiche dimostra che il design non è pii i un fatto solo italiano, bensì un renoiiK'no condiviso e alimentato da culture molto diverse tra loro. Ne abbiamo avuto la conferma anche a New York, in occasione della settimana del design dello scorso maggio. La vivacità con cui revento ha coinvolto i quartieri down-town, le gallerie, gli showroom e i negozi di design di Sono (sempre più numerosi), sembrava far rivivere oltre Oceano la kei-messe milanese. Si è trattato di un momento di verifica importante, per l'industria italiana. Quest'anno, per la prima volta, i nostri imprenditori hanno deciso di presentarsi tutti uniti al di fuori della sede fieristica ufficiale. Una scelta coraggiosa volta a promuovere e difendere l'eccellenza del Made in Italy, ovvero una realtà produttiva alquanto poliedrica che richiede uno sforzo di comunicazione e di alleanze privo di snobismi e presunzioni, oltre che investimenti ragguardevoli per poter raggiungere il break even in un tempo ragionevole. In una società in cui il pensiero, l'innovazione e i consumi sono sempre più globali, pur nelle differenze, il design deve scendere per strada, deve dialogare con il suo pubblico, deve confrontarsi in un rapporto diretto e continuo, a ritmi veloci, con la vita di tutti i giorni. Il successo del FuoriSalone newyorkese dimostra che uno stesso gusto internazionale per le cose e per la casa si sta diffondendo trasversalmente in luoghi assai lontani tra loro. E che a Milano come a Manhattan la gente ha voglia di novità, di stimoli ma anche di semplici oggetti che rendano la quotidianità un po' 'speciale'. Un segnale che il design italiano deve raccogliere, nella giusta ambizione di diventare un fenomeno di consumo conosciuto e condiviso. ⊕

Gilda Bojardi

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